Polveri sottili, PM10 e PM2.5

l misuratore di polveri sottili è lo strumento ideale per rilevare e analizzare le particelle di polveri sottili. Grazie al rilevatore di polveri sottili abbiamo la possibilità di controllare e monitorare la presenza delle polveri sottili (particolato) nell’aria in modo semplice e rapido con una strumentazione compatta e innovativa in grado di fornire il valore della concentrazione di polveri sottili nelle diverse dimensioni (range PM10-PM1.0), tra cui le PM10 che sono fonte di maggiore attenzione nel grado di inquinamento atmosferico.

PM (Particulate Matter) è il termine generico con il quale si definisce un mix di particelle solide e liquide (particolato) che si trovano in sospensione nell’aria. Il PM può avere origine sia da fenomeni naturali (processi di erosione del suolo, incendi boschivi, dispersione di pollini, ecc.) sia da attività antropiche, in particolar modo dai processi di combustione e dal traffico veicolare (particolato primario). Esiste, inoltre, un particolato di origine secondaria che si genera in atmosfera per reazione di altri inquinanti come gli ossidi di azoto (NOx), il biossido di zolfo (SO2), l’ammoniaca (NH3) ed i Composti Organici Volatili (COV), per formare solfati, nitrati e sali di ammonio.
Gli studi epidemiologici hanno mostrato una correlazione tra le concentrazioni di polveri in aria e la manifestazione di malattie croniche alle vie respiratorie, in particolare asma, bronchiti, enfisemi. A livello di effetti indiretti inoltre il particolato agisce da veicolo per sostanze ad elevata tossicità, quali ad esempio gli idrocarburi policiclici aromatici ed alcuni elementi in tracce (As, Cd, Ni, Pb).
Le particelle di dimensioni inferiori costituiscono un pericolo maggiore per la salute umana, in quanto possono penetrare in profondità nell’apparato respiratorio; è per questo motivo che viene attuato il monitoraggio ambientale di PM10 e PM2.5 che rappresentano, rispettivamente, le frazioni di particolato aerodisperso aventi diametro aerodinamico inferiore a 10 µm e a 2.5 µm.
Le soglie di concentrazione in aria delle polveri fini PM10 sono stabilite dal D.Lgs. 155/2010 e calcolate su base temporale giornaliera ed annuale.

Emissioni in Atmosfera

Le emissioni in atmosfera sono uno degli aspetti di prevalente impatto ambientale ad opera delle realtà produttive. Si definisce emissione in atmosfera: “qualsiasi sostanza solida, gassosa o liquida che, se introdotta nell’atmosfera può causare inquinamento atmosferico”, cioè la modificazione dell’aria, dovuta all’introduzione nella stessa di una o più sostanze, in quantità e con caratteristiche tali, da compromettere o da costituire un pericolo per la salute umana o per la qualità dell’ambiente.

Ogni azienda per essere operativa è tenuta ad ottenere una preventiva autorizzazione per le emissioni, il quadro normativo attuale prevede che ogni impianto che produca emissioni in atmosfera sia preventivamente autorizzato dagli enti preposti e rispetti i valori limite imposti.

Le principali norme di tutela dall’inquinamento atmosferico sono contenute nella parte V del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 e s.m.i., nel quale vengono specificate le attività che sono escluse da ogni adempimento a proposito di emissioni in atmosfera e quelle che rientrano negli obblighi di legge.

Controllo impianti HVAC

La sigla Hvac è l’acronimo di HeatingVentilation e Air Conditioning, ossia riscaldamentoventilazione e condizionamento dell’aria.
Da ciò si deduce che i sistemi di controllo Hvac sono volti al controllo del comfort ambientale dato dal monitoraggio dei sistemi che regolano gli impianti di riscaldamento, di condizionamento e di ventilazione.

In questo modo è possibile gestire gli impianti in base alle reali e necessarie condizioni ambientali, date dal numero di presenti in un ambiente, dalla temperatura ideale, l’umidità, i numeri di ricambi d’ariaorari, la velocità e la qualità dell’aria stessa, riducendo così i consumi energetici e, con essi, le spese tecniche e sulla bolletta.

Molte sono le aziende di settore impegnate nella realizzazione di questi moderni sistemi di controllo che consentono di monitorare ambienti di medie dimensioni, come quelli in ambito residenziale, fino ad arrivare a strutture di tipo mistocommerciale o industriale.

I tecnici del laboratorio mediante l’utilizzo di un balometro, permette di fornire questo servizio di monitoraggio impianto HVAC.

Controllo Cappe a flusso Laminare

La cappa a flusso laminare è una cappa utilizzata in ambito biologico per la protezione dell’operatore e dell’ambiente circostante da parte di agenti biologici (generalmente microrganismi patogeni); inoltre, la cappa a flusso laminare elimina la possibilità di contaminazioni crociate, consentendo un lavoro in condizioni di sterilità. La sterilizzazione dell’aria all’interno della cappa viene realizzata forzandone il passaggio attraverso filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air): tali filtri sono realizzati in micro fibra di vetro che garantiscono aria “pura” al 100% (come prefissato dalla normativa della Legge 626).

Il laboratorio per validare il corretto funzionamento della cappa, esegue delle prove specifiche che ne determinano il corretto funzionamento tra cui:

  • smoke test
  • Controllo particellare

Efficienza dei filtri HEPA 13/14