• Analisi fonometrica

La normativa per la sicurezza sul lavoro al fine di assicurare un ambiente sano e a norma, prevede per determinate attività lavorative, la valutazione e l’analisi ambientale del rischio rumore e vibrazioni.
L’analisi ambientale fonometrica, dovrà essere effettuata principalmente per conoscere i valori e adeguare i processi produttivi ai conseguenti valori limite di esposizione dettati dalla legge.

Sarà poi compito e dovere del responsabile servizio prevenzione e del datore di lavoro coordinare gli interventi tecnici per ridurre le fonti di pericolo causate dal rumore che possono causare ipoacusia (diminuzione progressiva dell’udito), danni all’apparato cardiovascolare, al sistema nervoso centrale, etc.

La normativa italiana prevede che l’azienda si affidi ad una società di consulenza esterna per effettuare l’analisi.
Il laboratorio con apposito fonometro e grazie all’esperienza dei propri tecnici è in grado di valutare i livelli di rumore emessi dai processi produttivi e di indicare come procedere per limitare le emissioni.

  • Confort termico

Il microclima è l’insieme degli aspetti fisici che caratterizzano l’aria degli ambienti confinati; un microclima confortevole suscita nella maggior parte degli individui una sensazione di soddisfazione per l’ambiente termico, detta benessere termo-igrometrico o comfort termico. Nello stato di benessere termico il soggetto non avverte sensazioni né di caldo né di freddo; il comfort termico è quindi definito come condizione mentale di soddisfazione nei riguardi dell’ambiente termico.
Le condizioni microclimatiche rappresentano un importante fattore ergonomico da tenere sotto controllo, perché possono arrecare un notevole disagio ai lavoratori. La maggior parte della popolazione trascorre infatti molto tempo all’interno di edifici chiusi, lamentando spesso disagi riferibili agli aspetti microclimatici dei locali ove svolge la propria attività.
Il complesso delle variabili microclimatiche condiziona lo scambio termico dell’uomo con l’ambiente e influenza la percezione dell’ambiente termico da parte degli occupanti. I principali fattori fisici che determinano il microclima sono la temperatura, l’umidità relativa, la temperatura radiante e la velocità dell’aria, mentre importanti variabili individuali o soggettive sono il metabolismo, il vestiario indossato e il tipo di attività svolta.
Il benessere termico comprende condizioni di comfort globale, cioè di tutto l’organismo, e comfort di tipo locale, relativo a specifiche parti del corpo. Il comfort termico globale è legato al mantenimento di condizioni di neutralità termica del corpo attraverso la risposta fisiologica del sistema di termoregolazione, che mantiene costante la temperatura del nucleo corporeo. Il comfort locale è invece legato agli scambi termici localizzati in alcune aree superficiali del corpo. Nella situazione ottimale non c’è alcuna causa che induca sensazioni di disagio termico, in nessuna parte del corpo.
Le condizioni micro climatiche possono costituire un rischio per la salute e influenzano la sensazione di benessere. Per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori occorre misurare lo scostamento delle condizioni micro climatiche reali da quelle di benessere: il datore di lavoro deve provvedere a mantenere il microclima degli ambienti di lavoro in condizioni prossime a quelle di benessere.

  • Analisi gas anestetici
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La determinazione della concentrazione di gas anestetici in ambiente operatorio è effettuata al fine di accertare i livelli di contaminazione ambientale causata dalle emissioni dirette e dal progressivo degrado delle tenute pneumatiche delle attrezzature, di verificare l’efficacia degli interventi di manutenzione e bonifica, di verificare l’adeguatezza delle misure di prevenzione tecnica, organizzativa e procedurale messe in atto.

A tale scopo è necessario effettuare in ciascuna area chirurgica un rilevamento periodico delle concentrazioni di gas anestetici aerodispersi; è opportuno monitorare oltre alle sale operatorie in senso stretto, anche gli ambienti adibiti all’induzione ed al risveglio (ambienti confinanti), corridoi ed altri locali adiacenti dove gli inquinanti possono diffondere.

Secondo la C.M. n.5 del 14/03/1989 e secondo le Linee Guida ISPELS Versione Dicembre 2009:

  1. è previsto un limite di 50 ppm TLV-TWA per le nuove installazioni per il protossido d’azoto
  2. si definiscono tre categorie di limiti igienici:

– TLV-TWA (Threshold Limit Value), può essere superato non più di quattro volte per turno di lavoro purché non venga superato il TWA.

– TLV-STEL (Short Term Exposure Limit) o valore di picco discontinuo, può essere tollerato per brevi periodi.

– TLV-CEILING, il limite tetto da non superare mai. Per gli alogenati è accettato il limite di 2 ppm TLV-TWA.

  • Controllo particellare e grado di pulizia

Il monitoraggio della contaminazione particellare è uno dei sistemi di controllo per assicurare la verifica delle della qualità dell’aria sul campo operatorio o in altri ambienti di lavoro. In un programma di assicurazione di qualità, il controllo deve essere previsto con cadenza periodica e comunque dopo interventi di manutenzione o ricambio filtri e in occasione di indagini specifiche per esigenze particolari.

Questi controlli possono essere realizzati per valutare la capacità dell’impianto di condizionamento di ottenere condizioni idonee per la sala operatoria considerando che il particolato è un “carrier” dei microrganismi eventualmente presenti nell’ambiente di lavoro.